<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>I giovin/astri di Kolibris</title>
	<atom:link href="http://giovinastridikolibris.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com</link>
	<description>Giovane poesia contemporanea</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jan 2012 12:04:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='giovinastridikolibris.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://1.gravatar.com/blavatar/fd184c20f7258f765c84b444b1a56c9d?s=96&#038;d=http%3A%2F%2Fs2.wp.com%2Fi%2Fbuttonw-com.png</url>
		<title>I giovin/astri di Kolibris</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://giovinastridikolibris.wordpress.com/osd.xml" title="I giovin/astri di Kolibris" />
	<atom:link rel='hub' href='http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Ziba Karbassi, Poesie (PoesiaPresente, 2011) &#8211; Recensione di Federica Volpe</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/26/ziba-karbassi-poesie-poesiapresente-2011-recensione-di-federica-volpe/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/26/ziba-karbassi-poesie-poesiapresente-2011-recensione-di-federica-volpe/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 08:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federicavolpe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=495</guid>
		<description><![CDATA[Il testo prodotto nel 2011 dall’Associazione Mille Gru (Poesia Presente), volto a presentare l’autrice iraniana esule a Londra dagli anni ottanta,  Ziba Karbassi, è un progetto ben riuscito. L’autrice, considerata la poetessa che si esprime in lingua persiana più completa della sua generazione, non è nuova alle traduzioni in altre lingue. Il lavoro svolto dall’associazione, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=495&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/ziba-karbassi-poesiapresente.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-496" title="ziba karbassi poesiapresente" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/ziba-karbassi-poesiapresente.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Il testo prodotto nel 2011 dall’Associazione <em>Mille Gru (Poesia Presente), </em>volto a presentare l’autrice iraniana esule a Londra dagli anni ottanta,  Ziba Karbassi, è un progetto ben riuscito.</p>
<p>L’autrice, considerata la poetessa che si esprime in lingua persiana più completa della sua generazione, non è nuova alle traduzioni in altre lingue.</p>
<p>Il lavoro svolto dall’associazione, però, è interessante poiché non solo riporta le poesie in triplice lingua (italiano, inglese, lingua d’origine), ma lega al testo un cd in cui le poesie vengono lette in persiano dalla stessa autrice, in inglese da Stephen Watts, in italiano da Cristina Viti.</p>
<p>Ciò è fondamentale per capire la poetessa in questione, che utilizza la sua lingua come fosse un canto di strazio. La registrazione dimostra come la lingua differente spesso non sia limite, ma ricchezza.La Karbassiriesce a trasmettere, tramite la voce, che è da lei considerata fiato di vita, il suo sentire, anche se pronunciato in suoni di un codice che ci è sconosciuto.</p>
<p>Il progetto abbatte, dunque, ogni barriera, e non rimane che la poesia nella sua più estrema purezza.</p>
<p>La teatralità, la ripetizione, il gioco di parole che diviene giogo del senso: tutte queste caratteristiche pungenti e commoventi vengono abilmente messe in mostra tramite la voce come, in questo caso,  mai la carta avrebbe potuto fare.</p>
<p>Importante, del resto, è l’uso del corpo che si congiunge alla poesia nel richiamo che ne fa la parola. Moltissime sono le presenze corporee a volte dure, quasi macabre, che la poetessa mescola al suono tremante.</p>
<p>“Il poeta inizia il processo creativo a partire dal corpo e dai sensi, dal toccare e dal guardare”, scrive Ziba nella nota introduttiva del volume.</p>
<p>Nella poesia <em>Resistenza</em>, per esempio, troviamo i versi: “Sulle cosce i lividi la pelle strappata / il fegato in cenere / con tutto questo male / le resta solo un grido un grido sai!”, come a spiegare in quale modo la voce di chi appartiene a quei luoghi, lei compresa, prenda forma e potenza proprio a partire dalle sensazioni, dal dolore spesso anche fisico da cui scaturisce l’esigenza.</p>
<p>O ancora, in <em>Al diavolo </em>in cui è la terra ad avere connotazioni corporee, la sua terra che sente essere umana, forse  a tratti addirittura un suo specchio: “La terra ha le braccia legate strette dietro la schiena”.</p>
<p>La Karbassiè la poetessa dell’Ira(n), poiché parla della patria lontana così come se mai l’avesse abbandonata, ancora totalmente appartenente a quel luogo che le è genitore; eppure non può non indignarsi, arrabbiarsi, contorcersi per quel Paese che non le è solo a cuore, ma che è il suo stesso cuore, troppo e pericolosamente intriso di dolore e male da dover obbligatoriamente serbare cicatrici.</p>
<p>Da questo nascono versi carichi ed aspri, come “vedi non ho più paura / è un lupo selvatico che ho dentro / una tigre piena di veleno / io sono un mostro di fuoco / se apro la bocca io tutto il mondo va a fuoco” (da <em>Lapidazione</em>). Eppure la parola non serve a molto, non salva, non dice (“il mio canto è un lamento più acuto delle parole”, scrive infatti in <em>Cellule scritte</em>).</p>
<p>La salvezza, tuttavia, non sta nel dimenticare il dolore, ma nel viverlo intero, come un ricordo sempre presente, come un’identità: “Hey, con tutti questi ricordi nomadi / non portarmi via da me stessa / non portarmi mai via da me stessa” (da <em>Danza del mio sangue e della mia terra</em>).</p>
<p>Ed è proprio il ricordo che dà una voce così forte e al contempo così ferita ad una poetessa che mantiene tutte le caratteristiche di una donna che vuole difendere in abbraccio il suo Paese difficile, curarlo.</p>
<p>F.V.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/495/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=495&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/26/ziba-karbassi-poesie-poesiapresente-2011-recensione-di-federica-volpe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/c0693691726dbb1d11a37db22f3ba2b8?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">federicavolpe</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/ziba-karbassi-poesiapresente.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">ziba karbassi poesiapresente</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>MARCO ARAGNO &#8211; Zugunruhe</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/19/marco-aragno-zugunruhe/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/19/marco-aragno-zugunruhe/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 11:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mengtzu</dc:creator>
				<category><![CDATA[1.Poeti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=491</guid>
		<description><![CDATA[Marco Aragno - &#8220;Zugunruhe&#8221; (Lietocolle, 2010) DATI BIOGRAFICI: Marco Aragno è nato a Villaricca (NA) nel 1986 ed attualmente risiede a Giugliano in Campania (NA). Diplomato al liceo classico, frequenta la facoltà di Scienze Giuridiche della Seconda Università di Napoli. Ha vinto il terzo premio (sez. inedita) al Premio Internazionale Mario Luzi nel 2008 ed è stato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=491&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/marco-aragno.jpg"><img class="size-medium wp-image-492 alignnone" title="Marco Aragno" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/marco-aragno.jpg?w=138&#038;h=300" alt="Foto" width="138" height="300" /></a></p>
<p>Marco Aragno - &#8220;Zugunruhe&#8221; (Lietocolle, 2010)</p>
<p>DATI BIOGRAFICI:</p>
<p>Marco Aragno è nato a Villaricca (NA) nel 1986 ed attualmente risiede a Giugliano in Campania (NA). Diplomato al liceo classico, frequenta la facoltà di Scienze Giuridiche della Seconda Università di Napoli. Ha vinto il terzo premio (sez. inedita) al Premio Internazionale Mario Luzi nel 2008 ed è stato finalista al Premio nazionale il Fiore nel 2010. Suoi inediti sono apparsi sulla rivista “Poeti e Poesia” diretta da Elio Pecora (n. 19, 2010).</p>
<p>ZUGUNRUHE</p>
<p>La raccolta “Zugunruhe” è un viaggio tra luce e buio. Questa la mia ipotesi almeno.</p>
<p>Ci viene subito in mente Eraclito e la sua teoria dell’unità dei contrari: “la legge segreta del mondo, di cui il filosofo vuole essere scopritore e banditore, risiede proprio nella stretta connessione dei contrari, che, in quanto opposti, lottano fra di loro – poiché ‘l’uno vive la morte dell’altro, come l’altro muore la vita del primo’ – ma nello stesso tempo non possono stare l’uno senza l’altro, vivendo solo l’uno in virtù dell’altro (ad esempio la sazietà della fame, la salute della malattia, la giustizia dell’offesa)” (Abbagnano, Fornero, 2000).</p>
<p>Per parlare di “Zugunruhe” mi piace ricordare altri due frammenti eraclitei, il 54 DK (l’armonia invisibile vale più del visibile) e l’enigmatico fr. 123 DK che in una traduzione approssimativa è resa con “la natura ama nascondersi” anche se mi pare sia più accettabile pensarla nei termini di Andò, a sua volta nella rilettura di Kirk (“la reale costituzione di ciascuna cosa ha l’abitudine di nascondersi” per esprimere quel logos che per quanto accessibile alla conoscenza non si trova sulla superficie delle cose ma si nasconde in ogni cosa particolare).</p>
<p>Niente è casuale, tantomeno nelle liriche di Marco. La prima sezione della raccolta (“Millimetri luce”) si apre con una citazione di Mario Luzi e dei suoi versi ottobrini. “È passata, (…)/ l’età immodesta e leggera/ quando si aspetta che altri,/ chiunque sia, diradi queste ombre. Quel che verrà verrà da questa pena”.</p>
<p>Non è questa la parte citata e la scelta mi sembra significativa: Marco non ricorda i versi che raccontano la maturazione di una consapevolezza ma quelli che ne esprimono ancora la necessità e il desiderio. Poiché il buio è assenza di luce, noi possiamo dire di conoscere il buio solo attraverso una sua negazione. Così anche l’oblio è l’assenza di qualcosa, assenza di memoria. Ma l’assenza di memoria come l’assenza di luce è la mancanza di un elemento che si oppone all’altro nella dualità conflittuale del logos eracliteo, morte, fine del conflitto: “Per questo siamo stati, per non perdere/ il vizio di ricordare”, scrive Marco.</p>
<p>Le tre poesie di questa sezione introduttiva rappresentano il momento che segue il risveglio (“E la luce, l’abbaglio improvviso”) quando il sonno avrà finalmente il suo nome, ora che ci siamo destati (“Ma questa mattina traspare/ con un chiarore di cellula/ sulla nostra vita”).</p>
<p>Segue la “Nostalgia” di Ungaretti a introdurre la sezione che dà il titolo alla raccolta: “E come portati via si rimane”.</p>
<p>“Zugunruhe” come ci ricorda Franca Mancinelli nell’introduzione al libro di Marco “è un termine tedesco che indica, letteralmente, un’ansia di movimento, un’irrequietudine che coglie gli animali migratori, e soprattutto gli uccelli quando la stagione li chiama a partire e qualcosa lo impedisce” (Lietocolle, 2010).</p>
<p>La mia ipotesi è che in ciascuna delle cinque poesie di questa sezione vi sia un momento nelle liriche di sottile inquietudine che agisce come un presagio di qualche cosa che dovrebbe succedere e che poi, infine, non accade. Un tremore sembra annunciare la scossa che non arriverà.</p>
<p>In “Qualche volta ritorno per capire” l’annuncio è nella seconda strofa. Se un altro Marco ha scambiato per la scia rumorosa di un treno quegli anni che s’affacciano “dal confine delle finestre”, la stanza si prosciugherà di stelle “come prima di primavera”. Interessante il passaggio del treno, interessante che avvenga durante il sonno, quasi come se il nucleo della famosa novella pirandelliana, ora, superato il Novecento, si potesse trattare alla stregua di sogno: sarà passato davvero questo treno? È stato solo un presentimento: “gli ombrelli si apriranno/ verso il silenzio della sera”, come ogni sera, ci sembra di poter aggiungere.</p>
<p>Zugunruhe, un’inquietudine che sale alla superficie dell’acqua come una bolla “anche se alla finestra/ ritrovo i corsi e le strade di sempre”. Anche se “in qualche pozza del cortile/ già si riposa il rosa della sera./ E gli ultimi passanti si allontanano”. La poesia che dà il titolo alla sezione e alla raccolta presenta un segno inequivocabile dell’”annuncio” che abbiamo postulato nella nostra ipotesi: “Tremano i nomi, Giulia”. Pochi versi inquieti, quattro appena, in una cornice desolata resa gelida e distante dal contesto urbano: “Solo da qui, da questa parte/ voglio ripassare sul marciapiede/ qui dove tra due palazzine/ si rischiara il giallo dei platani/ e pare quasi di tenerti nel tempo”. Anche in “Porti la pioggia di settembre”, prima che “la ragazza dall’ombrello rosso” si volti e lasci “la nebbia di sempre” c’è “quest’acqua di neve” che “mi dice che esisti”. Ma non è questo un evento che sia destinato a generare consapevolezza. Niente si sottrae all’oblio, al nulla.</p>
<p>Si passa così alle “Illusioni notturne”, terza sezione di “Zugunruhe”. Questa volta Marco sceglie Vittorio Sereni a dargli il la: “Salvaci allora dai notturni orrori/ dei lumi nelle case silenziose”.</p>
<p>Se gli ultimi versi della precedente sezione denotavano una raggiunta consapevolezza del nulla al quale tutti siamo destinati, ecco che il poeta racconta l’uomo alla prese con tale consapevolezza. “Si rientra d’un passo nell’inverno” come nella poesia di Sereni e ci si rende conto che le barche, su un lago che “è solo un tardo/ ritorno d’acque” non ci sono, non ci sono mai state, anche se c’era sembrato di intravedere una bambina “giocare con i cigni reali” e ridere, ridere ancora del sole. Ma “non invecchia nel sonno/ il pensiero di venirti a cercare” e si crede “a quel che viene dopo/ per avere un ritorno/ una fatica nuova da dire”. È un arrendersi alle ore invernali – e quindi al buio – ciò che segue. “Non so più camminare all’indietro/ sul solco battuto”: le illusioni notturne rappresentano forse un desiderio mai sopito, che è quello leopardiano di abbandonare ogni coscienza – per quanto soggettiva – della realtà. Forse è questo l’orrore “dei lumi” delle case silenziose di Sereni, è questo “sempre” che ritorna come qualcosa di acquisito ormai, che non reca più sorprese agli occhi di chi sa o credo di conoscere tutto: il fatto cioè che nessuno sappia niente, poeta compreso. Alla fine, seguendo le parole di Marco, non possiamo “che fare il tuo nome/ nel cavo degli alberi/ ricordare” – e ricordare è una volta di più parola chiave – “la storia coprendo/ d’ombre la nudità” della nostra casa.</p>
<p>E poi “Distanze”, quarta e penultima sezione di “Zugunruhe”. Distanze dalla città che fagocita. “Cosa ci resta da riconoscere?”. Nulla. E pare che questa impossibilità di distinguersi dall’ambiente sia dovuta a un amore finito se “Solo per quei ragazzi/ stretti come ciechi/ al freddo degli abitacoli notturni/ gli occhi si riaccenderanno/ sui sentieri, sul buio delle campagne”. Seguiamo il poeta e la sua interlocutrice “fermi nell’ora del guado” su un autobus senza sapere – loro e noi – quante fermate manchino alla fine della città. Alla fine di quella che è sembrata una lunga notte di nebbia, resta sempre, “imperterrito”, il mattino. Ma non sono gli uccelli a vociare. “Solo un lungo ronzio di mosche/ che brulica fra le pareti, dentro i muri/ dietro le porte della casa”. Ecco che riecheggia qui, una volta di più, il frammento eracliteo della “reale costituzione di ogni cosa”, che ha l’abitudine di nascondersi. Poco importa dove.</p>
<p>“Ipocentri” infine. Guarda caso un “punto nell’interno della crosta terrestre da cui ha origine un terremoto”. Ancora una volta è qualcosa di sotterraneo, di invisibile allo sguardo che cerca di emergere. “Tu hai aperto gli occhi” è la frase d’apertura dell’epigrafe: un atto di rottura rispetto a un passato che si presume cieco, ipovedente. “Un rombo/ ha fatto tremare tutte le strade, finché niente/ è rimasto più da salvare”. Si rende ancora più concreta l’ipotesi che la poetica di “Zugunruhe” sia fondata su binomi antitetici quali luce-buio, memoria-oblio sopra descritti: “Mi tengo/ in un lungo risveglio, stretto all’unghia/ delle cose, alla tua pelle che cerco/ con un’ansia da cieco” come chi si renda conto di aver sofferto le fatiche del Purgatorio solamente ora che è asceso al Paradiso. Solo che nella poesia di Marco i protagonisti umani non seguono moti ascensionali: sono forze esterne, impalpabili ad emergere – spesso con furia – dal sottosuolo. E un sentimento d’amore pare l’unico in grado di sottrarre la vita all’oblio della mera esistenza: “così” – quando l’io sperimenta l’abbandono – “vaghi fuori di qui/ sconosciuta, né ti riporta/ il gesto che prolungo all’infinito/ la mano che tendo inerte, dietro di me,/ verso secoli di oscurità”.</p>
<p>“L’unica certezza”, in questa vita di brevi inquietudini e lunghe sospensioni meditative pare essere quella di “saperti/ rifiorire improvvisa da una zolla/ come una rosa, un’impronta di luce/ in cui ritrovarci per sempre”. Anche se la dualità luce-buio non sembra essere destinata a ricomporsi. Di qui forse l’irrequietudine degli uccelli migratori che coglie anche il poeta, nel desiderio utopico di liberarsi della sua stessa natura.</p>
<p>Vittorio Tovoli</p>
<p>BIBLIOGRAFIA:</p>
<p>N. Abbagnano, G. Fornero, <em>Fare filosofia</em>, Paravia, Milano, 2000.</p>
<p>M. Aragno, <em>Zugunruhe</em>, Lietocolle, 2010.</p>
<p>Le fonti circa la lettura di Valeria Andò del frammento 123 DK sono state tratte da <a href="http://www.liceomanara.it/">www.liceomanara.it</a></p>
<p>POESIE SCELTE DA &#8220;ZUGUNRUHE&#8221;:</p>
<p>da “Millimetri luce”</p>
<p>Per questo siamo stati, per non perdere</p>
<p>il vizio di ricordare,</p>
<p>per dare i nostri nomi alle strade</p>
<p>mettere gli infissi alle porte</p>
<p>quando s’oscura il cielo sulle case.</p>
<p>Ma questa mattina traspare</p>
<p>con un chiarore di cellula</p>
<p>sulla nostra vita.</p>
<p>Ogni volto si riapre</p>
<p>con la stessa pace – esula</p>
<p>nel colore atteso. Tu mi guardi</p>
<p>trascorsa da questo tempo</p>
<p>e ti accendi nella forma di sempre.</p>
<p>Dietro le cose nulla agita il vento</p>
<p>solo la luce traversa le nostre mani.</p>
<p>da “Illusioni notturne”</p>
<p>Vorrei portarti come porto</p>
<p>una mano sugli occhi</p>
<p>per fare il mondo meno lontano.</p>
<p>Ma stanotte la nebbia tarda</p>
<p>ad asciugarsi, a dire chi siamo</p>
<p>dall’altra parte della finestra.</p>
<p>Così ti arrendi a novembre</p>
<p>trascorri il freddo di chi non ha</p>
<p>un po’ di luce su cui tornare.</p>
<p>da: “Ipocentri”</p>
<p>Non qui, dove i lampioni ci portano</p>
<p>un cielo basso senza stelle, non qui si destano</p>
<p>i volti nelle auto parcheggiate. Un rombo</p>
<p>ha fatto tremare tutte le strade, finché niente</p>
<p>è rimasto più da salvare – lungo i portici</p>
<p>di un corso deserto –</p>
<p>                                   Guardavo il bicchiere</p>
<p>rovesciato, i capelli della ragazza, la mano che pulisce</p>
<p>sotto un sole d’estate. La folla del centro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/491/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=491&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/19/marco-aragno-zugunruhe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/c969b587e3ac4098832af66b0731fdb7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mengtzu</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/marco-aragno.jpg?w=138" medium="image">
			<media:title type="html">Marco Aragno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>SIMONA MENICOCCI &#8211; poesie scelte</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/15/simona-menicocci-poesie-dalla-raccolta-inedita-incidenti-e-provvisori/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/15/simona-menicocci-poesie-dalla-raccolta-inedita-incidenti-e-provvisori/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauraaccerboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[1.Poeti]]></category>
		<category><![CDATA[Inediti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=463</guid>
		<description><![CDATA[Simona Menicocci affida alla poesia il compito di esprimere attraverso ogni suo elemento –strutturale e lessicale- la crisi sociale e individuale propria di un’intera generazione. Il soggetto si muove lungo linee spaziali e temporali fatte di continuo presente e stagnamento. Ne consegue uno smarrimento, una perdita di ruoli e di identità: il futuro è uno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=463&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Simona Menicocci affida alla poesia il compito di esprimere attraverso ogni suo elemento –strutturale e lessicale- la crisi sociale e individuale propria di un’intera generazione.</p>
<p>Il soggetto si muove lungo linee spaziali e temporali fatte di continuo presente e stagnamento.<br />
Ne consegue uno smarrimento, una perdita di ruoli e di identità: il futuro è uno ieri rimandato mentre il passato è ridotto a un segno, un simbolo esautorato di ogni significato e possibilità.<br />
E’ il corpo ,invecchiando, ad accorgersi per contrasto dell’arresto e della resa: “<em>ora che è, non è ieri e tanti spazi in mezzo/ che non conta arrendersi/ se si è stati anche oggi/ con lo spazio e tutto il da/ riempire i liquidi, il riempitivo/ e dirlo con la ruga.</em>”<br />
Generazioni modellate in base alla domanda/offerta, ridotte a codici a barre, spremute fino all’osso fino ad arrivare a noi che siamo “<em>ancora più inconsistenti</em>”, che ci rincorriamo “<em>nelle gabbie ricurve</em>”, che “<em>rinneghiamo- pasti lenti-passi falsi-/ sulle passerelle disertate- vetrine- grembi- da vendere- biasimandoci- con le camicie larghe</em>”.</p>
<p style="text-align:left;">L’autrice ci mette davanti a un mondo frammentato che conosce limiti solo per rimandi, che si calpesta e ripete l’orrore/l’errore per un’abitudine non chiara, senza inizio né fine, in una sospensione priva d’uscita. Sono latenti i limiti di questa condizione assurda, così come la sottomissione a regole buie e piene di una logica che non ci appartiene ma che sopportiamo affinchè almeno la caduta abbia &#8220;<em>un suono di contatto</em>”.<br />
In questo scenario soffocante, cerchiamo comunque di capire come poterci inserire in una normalità che conosciamo ma che ci appare preclusa, in un gioco di esterni e interni e con una consapevolezza che ci porta fuori sempre più fuori.</p>
<p style="text-align:left;">L.A.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p>spremono falci e croci e martelli e fiamme -<br />
premono &#8211; prenderanno &#8211; credendoti codice a barre -<br />
numero e non parola &#8211; <em>numero e non parola</em> -<br />
chiedono acqua e chiodi e chiedono &#8211; ti tolgono -<br />
taglieranno &#8211; in parti uguali &#8211; le leggi &#8211; che violano -<br />
volendosi &#8211; primi padroni &#8211; di patrimoni &#8211; di patrie -<br />
pietose. &#8211; primi &#8211; prima di porsi il dubbio -<br />
modellando la domanda &#8211; la faranno &#8211; prima -<br />
risponderanno &#8211; ultimi &#8211; prima di ultimare -<br />
la sentenza &#8211; le sequenze incrociate &#8211; scorci di verità -<br />
contraffazioni &#8211; falsificandosi &#8211; contraddicendoci.</p>
<p>ci basteranno, bastandoci i bastoni sulle tibie dei no<br />
più nudi per calcolare lo scarto, la risultante<br />
<em>per dire ennesime afonie</em>.</p>
<p>ancora più inconsistenti &#8211; rincorrendoci &#8211; nelle gabbie -<br />
ricurve &#8211; rinneghiamo &#8211; pasti lenti &#8211; passi falsi -<br />
sulle passerelle disertate &#8211; vetrine &#8211; grembi -<br />
da vendere &#8211; biasimandoci &#8211; con le camicie larghe.</p>
<p>Non vedendo. a tastoni a tamponare gli spigoli,<br />
i contorni, il fenomeno aguzzo, i fili<br />
che ancora tirano, tirano fuori<br />
<em>ma dentro, entrano dentro</em>.</p>
<p>***</p>
<p>stanno morendo &#8211; le piante &#8211; muoiono o no? &#8211; tanti<br />
a tonfi &#8211; attorno &#8211; ritornano o no? &#8211; pochi &#8211; parchi -<br />
a chiazze &#8211; nelle piazze del mercato &#8211; i giorni pari -<br />
i giorni dispari &#8211; la faccia tremebonda &#8211; quando non si ha<br />
e non si hanno &#8211; soldi non solo sogni &#8211; per chi ha cose -<br />
le cose da fare &#8211; le cose che restano e tornano domani -<br />
da fare per essere fatte &#8211; o anche &#8211; per dire di averle -<br />
fatte per dircelo che non &#8211; muoiono e muovono la mucosa -<br />
della parte cava &#8211; dalla parte giusta &#8211; dall’alto verso -<br />
attraverso il naso &#8211; lo spazio provvisorio per poca umidità -<br />
la sinusite che soffia &#8211; soffri &#8211; gli olezzi &#8211; i profumi -<br />
per abituarsi &#8211; la puzza nelle piazze del mercato -<br />
anche la domenica, a cercare gli scarti &#8211; ti svegli tardi -<br />
la domenica, ti attardi. -</p>
<p>Il frigo è pieno.</p>
<p>***</p>
<p>lenta la guerra finta, abituata<br />
la foto che fa la folla, gli scatti,<br />
follie a scatti esigui, degli indici<br />
dietro il campanile che suona<br />
il tuono, copre il colpo col suono.</p>
<p>è solo caduta, solo la dimenticanza,<br />
(un segno diverso che va schivato)<br />
ieri era un anno fa, era poco fa<br />
che faceva paura e fa ancora.</p>
<p>ancoràti alle lancette, mèmori<br />
hanno album, i catini sotto il mento<br />
senza spazzole per le macchie,<br />
lordure, schifarle come<br />
chiamarle? farle, tanto le fanno<br />
come i bambini, a giocare col fango<br />
di uranio impoverito.</p>
<p>Non storcere il naso:<br />
è pronto da mangiare.</p>
<p>***</p>
<p>l&#8217;essere nel suo farsi interrogativo<br />
punto d&#8217;arresto, posto di blocco, pausa di retaggi.</p>
<p>arretri, fai spazio alla risposta,<br />
spazio tolto al passo, perimetro<br />
aperto dal contorno che arretra.<br />
non fai sagoma né profilo, fai sgarro,<br />
lembo sghembo, da ambo i lati buio<br />
labbro scaduto a caccia di precetti,<br />
detti dal primo, prima di te,<br />
prima che dica: cadi.</p>
<p>Fare gruppo, doppia fila<br />
(cadono, a poco a poco cadono).</p>
<p>***</p>
<p>che poi il tempo conta<br />
ora, solo ora che è passato<br />
come nulla passa, come<br />
tutto resta indietro solo<br />
ora che c’è il rendersi<br />
conto, l’altro spazio, tic tac<br />
tocchi, tatti, tanto non serve<br />
ora che è, non è ieri<br />
e tanti spazi in mezzo<br />
che non conta arrendersi<br />
se si è stati anche oggi<br />
con lo spazio e tutto il da<br />
riempire, i liquidi, il riempitivo,<br />
l’oramai<br />
e dirlo con la ruga.</p>
<p>Nata il 09/03/1985, vive e studia a Roma. Laureanda in Lettere, sta preparando una tesi di Letteratura italiana contemporanea sul Tiresia di Giuliano Mesa.<br />
Suoi testi sono stati pubblicati su: «Poetarum silva», «Pi Greco. Trimestrale di conversazioni poetiche» e «Nazione Indiana».<br />
Alcuni dei testi qui presentati fanno parte della raccolta Incidenti e Provvisori in uscita presso le edizioni de La Camera Verde.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/463/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=463&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/15/simona-menicocci-poesie-dalla-raccolta-inedita-incidenti-e-provvisori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/e9cbae9b87539f2e597130cafc904ab8?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">lauraaccerboni</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Era d’inverno il freddo e spento bacio &#8211; una poesia di Antonio Maggio</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/09/era-d%e2%80%99inverno-il-freddo-e-spento-bacio-una-poesia-di-antonio-maggio/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/09/era-d%e2%80%99inverno-il-freddo-e-spento-bacio-una-poesia-di-antonio-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 09:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaruo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=450</guid>
		<description><![CDATA[. Era d’inverno il freddo e spento bacio impresso in labbra livide dall’onta per un sussurro che s’inoltra ancora sulla bianca e increspata porcellana come la spuma d’un mare distante. .   Antonio Maggio, nato a Napoli il 9.6.1976, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=450&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/untitled.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-451" title="untitled" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/untitled.jpg?w=202&#038;h=300" alt="" width="202" height="300" /></a></p>
<p><span style="color:#ffcc99;">.</span></p>
<h4>Era d’inverno il freddo e spento bacio<br />
impresso in labbra livide dall’onta<br />
per un sussurro che s’inoltra ancora<br />
sulla bianca e increspata porcellana<br />
come la spuma d’un mare distante.</h4>
<p><span style="color:#ffcc99;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffcc99;"> </span></p>
<h6>Antonio Maggio, nato a Napoli il 9.6.1976, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una tesi sugli studi danteschi di Giovanni Pascoli. In passato ha partecipato a diversi premi letterari, ottenendo piazzamenti e menzioni e vincendo, nel 2008, la seconda edizione del premio Roberta Capasso, sezione giovanile del premio Megaris (primo classificato ex aequo).</h6>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/450/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=450&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/04/09/era-d%e2%80%99inverno-il-freddo-e-spento-bacio-una-poesia-di-antonio-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/0ee3474a5abce8ff879e7da8200a6a87?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">annaruo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/04/untitled.jpg?w=202" medium="image">
			<media:title type="html">untitled</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Una poesia di Roberta D&#8217;Aquino, un&#8217;analisi di Federica Volpe</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/30/una-poesia-di-roberta-daquino-unanalisi-di-federica-volpe/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/30/una-poesia-di-roberta-daquino-unanalisi-di-federica-volpe/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 09:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federicavolpe</dc:creator>
				<category><![CDATA[1.Poeti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=439</guid>
		<description><![CDATA[Le mani attardate sui fianchi ci dicono che non si torna ai posti di partenza quando in gioco c’è il profumo dei gelsomini &#160; e non dispiace alle mie anche, né ai tuoi polpastrelli, questa sosta &#160; dice “vieni, oggi è il primo giorno lungo: il sole giace sulla primavera un’ora in più” e tu [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=439&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le mani attardate sui fianchi<br />
ci dicono che non si torna<br />
ai posti di partenza quando in gioco<br />
c’è il profumo dei gelsomini<br />
&nbsp;<br />
e non dispiace alle mie anche, né<br />
ai tuoi polpastrelli, questa sosta<br />
&nbsp;<br />
dice “vieni, oggi è il primo giorno<br />
lungo: il sole giace sulla primavera<br />
un’ora in più” e tu cammini<br />
sulla fuga degli occhi, in equilibrio</p>
<p>(Roberta D&#8217;Aquino, inedita)</p>
<p><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/03/gelsomino.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-440" title="gelsomino" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/03/gelsomino.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La lirica di Roberta D’Aquino è in continuo crescendo, da diversi punti di vista: quello ritmico, quello formale, quello contenutistico.</p>
<p>Il ritmo della poesia  varia da una stanza all’altra. Nella prima strofa ogni verso è un’onda marina che, arrivata ginnica a sdraiarsi sulla spiaggia, urge di ritrovare respiro tornando indietro, a maggiore profondità d’immersione, nel verso sottostante. Il ritmo sembra complicarsi solo al terzo verso, che, più lungo, comporta un affaticamento che induce a rallentare, forse addirittura a immaginare una pausa tra “partenza” e “quando”.  I due versi centrali fanno da compromesso tra questo ritmo di onda marina che va  e con spasmo ritorna e la quartina sottostante, laddove infinite sono le frastagliature della costa che le onde vanno a toccare. i due versi centrali, dunque, fanno idealmente da traghetto del pensiero che cresce  e da vago e liquido diviene più dettagliato e solido.  I due versi, infatti, sono spezzati, e l’enjambement fa da solido collante. Questo parziale spezzarsi fa da mimo tra le due stanze, copiando un po’ l’una un po’ l’altra, portandoci dolcemente al ritmo singhiozzato delle dune della spiaggia che è l’ultima strofa. Idealmente, infatti, oltre alle pause più lunghe a fine verso ve ne sono di più brevi che segmentano la voce, la rompono, la provano nell’inseguimento del dire.  <em>dice_ “vieni,_ oggi è il primo giorno / lungo:_ il sole giace sulla primavera /  un’ora in più”_ e tu cammini / sulla fuga degli occhi,_ in equilibrio. </em>Da notare quel “lungo” che diviene breve, che confonde, che affascina, che sconvolge.</p>
<p>La prima quartina, formata quasi interamente da novenari, viene turbata solo al terzo verso da un endecasillabo che ne impedisce la totale armonia metrica.  I due versi centrali, sono un ottonario ed un decasillabo, due versi che ronzano intorno al novenario iniziale, bramandolo senza raggiungerlo.  La quartina finale, invece, è il tripudio del verso libero: un novenario, un dodecasillabo, un ottonario, un endecasillabo.  E’ evidente, dunque, che lo scombussolamento primaverile espresso nel testo è anche del testo stesso, e che questa è una lirica che tenta inizialmente e forse anche inconsciamente la pacatezza della forma metrica per poi lasciarsi conquistare dal confuso ardore del senso e del suono, divenendo sempre meno conchiusa ma anche sempre meno vaga, sempre più precisa. La forma metrica mancata, dunque, non toglie fascino alla lirica, piuttosto lo aumenta donandole aromi più intensi, colori più puri, gusti più rari.</p>
<p>Nella prima quartina vi è un “noi” non ben definito, fatto di parti corporee (i fianchi, le mani) che non sono, però, attribuite chiaramente a nessuno dei soggetti che compongono quel plurale.  Quell’incontro, infatti, non concede ritorno ai punti di partenza, ma costringe dolcemente alla fusione, al nebbioso essere fusi.  Anche la primavera è vaga, non nominata chiaramente, ma portata nella stanza con un omaggio floreale che è, in realtà, solo un profumo, un profumo che è in gioco, che prevede di essere vinto ed avvinto solo da quella pluralità così indefinita eppure perfetta.  Eppure, ci dicono i due versi centrali, questo androgino d’amore non è che “una sosta” che “non dispiace”.  I due corpi, in questo distico, vengono denunciati: le anche appartengono all’io poetico che si stacca dai polpastrelli dell’altro, pur rimanendovi vicino.  La quartina finale si apre emblematica con un verbo alla terza persona singolare. “Dice” potrebbe essere riferito alla primavera, forse più coerentemente alla sosta, o forse ancora è quella fusione che parla, trasformando il “ci dicono” della prima strofa in un singolare avvolgente. L’annuncio è quello dell’allungarsi delle giornate,  una richiesta di congiunzione non solo all’altro, ma anche alla primavera, o forse alla primavera tramite l’altro. l’immagine finale, fuorviante, inaspettata, seducente, ci sorprende:  c’è un tu, che potrebbe essere uno dei due protagonisti, più verosimilmente l’altro. La sosta è finita, ma il movimento è degli occhi che si perdono, e che fanno perdere quella congiunzione, quella unicità.  Eppure, seppure si sia perso parzialmente il contatto, anche se il momento sta sfociando nel mare del ricordo facendosi portare dalle onde dei versi,  non è perso quell’equilibrio che sembra essersi smarrito nel vortice del verso libero.</p>
<p>Caos e ordine sono nella natura che trionfa in questa lirica, caos e ordine sono nella stessa lirica, che è natura, poesia, vita.</p>
<p>F. V.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/439/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=439&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/30/una-poesia-di-roberta-daquino-unanalisi-di-federica-volpe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/c0693691726dbb1d11a37db22f3ba2b8?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">federicavolpe</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/03/gelsomino.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">gelsomino</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>FRANCESCA COPPOLA &#8211; poesie dalla raccolta inedita &#8220;Non togliermi il vestito&#8221;</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/29/francesca-coppola-poesie-dalla-raccolta-inedita-non-toglietemi-il-vestito/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/29/francesca-coppola-poesie-dalla-raccolta-inedita-non-toglietemi-il-vestito/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaruo</dc:creator>
				<category><![CDATA[1.Poeti]]></category>
		<category><![CDATA[Inediti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=428</guid>
		<description><![CDATA[La poesia di Francesca Coppola con fermezza di voce si appoggia all’ armamentario poetico ben consolidato di una certa poesia contemporanea: il verso fisico, a tratti prendibile, genera una tensione a cogliere delle cose il loro rapporto con il tutto, con l’oltre. Non stupisce, pertanto, incontrare dei versi in cui la realtà, colta nella complessità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=428&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2010/10/francesca_coppola.jpg?w=259&#038;h=346" alt="" width="259" height="346" /></p>
<p style="text-align:left;">La poesia di Francesca Coppola con fermezza di voce si appoggia all’ armamentario poetico ben consolidato di una certa poesia contemporanea: il verso fisico, a tratti prendibile, genera una tensione a cogliere delle cose il loro rapporto con il tutto, con l’oltre.<br />
Non stupisce, pertanto, incontrare dei versi in cui la realtà, colta nella complessità dei suoi fattori, restituisce al lettore un’occasione di senso, una fiammella che prende piede mano a mano fino ad ingrandirsi in un fuoco immenso: per questo anche soltanto “<em>dire Ciao al solito passante</em>” o più meravigliosamente ancora “<em>destinare l’immenso ai fiori</em>” diventano gesti sacri, necessari a fare le cose eterne.<br />
C’è nei versi di Francesca Coppola una determinazione virile a non subire il mondo, ma a sfidarlo con la calma di chi sa bene che è “<em>bello stringere assi e sentirsi invincibile</em>” ma più bello ancora è “<em>ritirarsi come una statua a piangere</em>” perché anche il dolore conviene, anche il pianto può essere occasione per prolungare all’infinito la domanda sul significato di sé, del proprio esistere.<br />
Il desiderio della Nostra, come del resto di ogni uomo minimamente sensibile, a non morire, a durare oltre, è chiaramente espresso nei versi: “<em>Avrei voluto solo vivere un po’ di più / ieri in giardino, dietro una formica stesa al sole</em>”. E ancora sentirsi addosso la piccolezza di una formica dietro la quale potersi distendere e scomparire, quel senso del limite che costringe l’uomo a indagare la consistenza vera di sé, la propria terra di appartenenza, la sola, la definitiva.</p>
<p>Quel “tu” misterioso che attraversa la sua poesia, che si fa compagno di strada, che le fa dire anche in condizione di dolore estremo “<em>no, le scarpe non sono consunte</em>”, che sia il movente vero di questi versi? Ma si cammina qui come “<em>attorno a un segreto</em>”, instancabilmente, con le piante dei piedi insanguinate e le labbra asciutte, il cuore sempre pronto a ricevere con le sue antenne.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Francesco Iannone</em></p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p><strong>Fermi al centro</strong></p>
<p>il centro è dolore, aria<br />
poi niente, bufala e squallore<br />
questo eleggersi smeraldo<br />
<span style="color:#ffcc99;">&#8230;&#8230;</span>a fine giornata</p>
<p>tutto qui, il tesoro dei Maya<br />
dire &#8220;Ciao&#8221; al solito passante<br />
destinare l&#8217;immenso ai fiori</p>
<p>Risorgerai, lo so<br />
proprio dalle mie parti<br />
- volevo le tue paure -</p>
<p>ti faccio vedere come muore<br />
un airone, tu come stai?</p>
<p><span style="color:#ffcc99;">.</span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>In nome di un’assenza</strong></p>
<p>metti un giorno senza l&#8217;ombra<br />
tutto afa e genziana<br />
senza i lasciti a mani di sera<br />
e una macchia poi alla mattina</p>
<p>di quante scatole ferme a marcire<br />
e i sorrisi aspettano ancora di sapere<br />
se i mari hanno bisbigliato promesse<br />
e se tu hai preferito scambiare le carte</p>
<p>bello stringere assi e sentirsi invincibile<br />
poi ritirarsi come statua a piangere<br />
aver più di vent&#8217;anni e scordarsi<br />
di srotolare le maniche</p>
<p><span style="color:#ffcc99;">.</span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>Non togliermi il vestito</strong></p>
<p>Avrei voluto solo vivere un po’ di più<br />
ieri in giardino, dietro una formica stesa al sole<br />
godermi la terra delle isole vergini<br />
e non girare splendidi asfalti lastricati di code chiuse in venti</p>
<p><span style="color:#ffcc99;">_____</span>Avrei scelto l’inquadratura migliore<br />
se solo avessi potuto evitare il faro in stand by</p>
<p>Scoprire i monti e per una volta non ostacolarli<br />
capire le altitudini per le diverse generazioni<br />
e non scrivere l’imbarazzo, pentirsi del risveglio</p>
<p>Il folle vira sempre ad est<br />
l’ I-phone come identità speculare<br />
il grazie in tutta fretta<br />
<span style="color:#ffcc99;">___________________</span>e non mi guardare<br />
<span style="color:#ffcc99;">___________________</span>ti prego</p>
<p><span style="color:#ffcc99;">.</span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>Angelo atterrato in un portone</strong></p>
<p>ci sono cose che non sai nascondere<br />
e così preferisci mettere in mattoni<br />
un tempio restando a contemplare l&#8217;atrio</p>
<p>quasi ti vedo nei giri concentrici<br />
di parole fritte che non perdono quota,<br />
neanche se a cadere poi sei tu</p>
<p>e perdi il vizio di uscire la sera<br />
lasci agli altri la virtù del vivere<br />
secondo le regole</p>
<p>chi fa i soldi con un fiore sulla maglia<br />
e tu prepari la camicia come l&#8217;ultimo caffè<br />
appendi scarpe e ragione, ritirando le trame</p>
<p>senza distinzioni, senza sesso<br />
respirare il faggio, qualche passo<br />
che dietro un nome c&#8217;è la parafrasi del non detto</p>
<p>sono il male in linea alla cicatrice<br />
nell&#8217;ordine perfetto di una chiesa</p>
<p><span style="color:#ffcc99;">.</span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>Non si vede, ma le impronte sono anziane</strong></p>
<p>no, le scarpe non sono consunte<br />
tu vedi la punta, il tacco a pois<br />
e i colori li decidi ogni qualvolta parli<br />
e non abbassi lo sguardo</p>
<p>no, che non sono carne da macello<br />
le piume come rischi imprecisi da cogliere<br />
tra una spinta e un pestone,<br />
si rassegnano</p>
<p>avevo un senso<br />
nella cintura della vestaglia<br />
celata dal tappo senza stecca della biro<br />
ero neon fulminato e custodito<br />
come reliquia in un comodino</p>
<p>camminavo attorno a un segreto<br />
massacrandomi le orme<br />
ma tu sparavi alto</p>
<h6> </h6>
<h6> </h6>
<h6><span style="color:#ffcc99;">.</span></h6>
<h6>Francesca Coppola Se fosse nata in altri tempi, sarebbe stata fra i primi fenici a notare il succo porpora che sprigionavano i molluschi, strega ancor prima del cristianesimo o amanuense dalla gonna troppo corta, di sicuro cortigiana nel Rinascimento. A Francesca invece è toccato vivere ora, quando i tempi sono più oscuri che mai e il disegno divino è tramontato da secoli. Adolescente dalla calma solo apparente, ben presto si sente solleticata dalle piume di una penna e dai contorni di un cielo che tenta di sfumare. È il filo illogico di internet ad aprire mondi inimmaginabili di condivisione, di crescita, di stupore soprattutto nel gridare quella voglia spasmodica di scrivere che trova nell’amore e nelle sue affascinanti sfaccettature il tema predominante. La forma dei versi attraversa fasi decisamente opposte da quella più semplice e armoniosa a quella più sintetica e a scatti, da quella passionale a quella definita più volte surreale. I fogli madidi si aprono in delta inimmaginabili specie a chi ha troppa fantasia e scarsa adattabilità, a chi sente il “diverso” dentro e la realtà appare come strada univoca; l’inchiostro crea barriere calde e accoglienti, i muri seppur di gomma proteggono la sensibilità e Francesca proprio come in puzzle cerca di mettere insieme i pezzi di una vita, scorie e brandelli non sempre pienamente visibili o percepibili, colorando l’insoddisfazione e la curiosità ogni giorno, solo per lasciare un segno e resistere.<br />
Ha pubblicato Perle di Piombo con il sito Scrivere, anno 2007. È presente nei libri: Foto di gruppo con poesia (Autori vari), 2009, Ladre di desiderio, In tema d’amore, 2008. Ha partecipato a varie pubblicazioni: San Valentino 2010, Addio Alda, Salutiamo Eluana, Earth Day, Tibet, Festa del papà, Festa delle Donne, Ladre di desiderio. È citata sul web, http://networkedblogs.com/3Zoo9, La stanza di Nightingale, E-zine di Poesia e scrittura contemporanea. Gestisce un forum di scrittura creativa: http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it</h6>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/428/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=428&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/29/francesca-coppola-poesie-dalla-raccolta-inedita-non-toglietemi-il-vestito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/0ee3474a5abce8ff879e7da8200a6a87?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">annaruo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2010/10/francesca_coppola.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Giovanni Peli &#8211; selezione inedita dalla raccolta &#8220;Il passato che non resta ed altre poesie&#8221;</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/10/giovanni-peli-selezione-inedita-dalla-raccolta-il-passato-che-non-resta-ed-altre-poesie/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/10/giovanni-peli-selezione-inedita-dalla-raccolta-il-passato-che-non-resta-ed-altre-poesie/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 10:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federicavolpe</dc:creator>
				<category><![CDATA[1.Poeti]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=421</guid>
		<description><![CDATA[Giovanni Peli è, prima di tutto, un musicista. A questa sua unica e coccolata raccolta, Il passato che non resta ed altre poesie, ancora inedita, egli affida i suoni di una voce artistica diversa ed uguale a quella musicale: una voce nera d’inchiostro che si abbatte sulla carta per esprimere “solo gli occhi più neri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=421&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/03/giovannipeli.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-422" title="giovannipeli" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/03/giovannipeli.jpg?w=300&#038;h=198" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p>Giovanni Peli è, prima di tutto, un musicista. A questa sua unica e coccolata raccolta, <em>Il passato che non resta ed altre poesie</em>, ancora inedita, egli affida i suoni di una voce artistica diversa ed uguale a quella musicale: una voce nera d’inchiostro che si abbatte sulla carta per esprimere “solo gli occhi più neri del nero” ( da <em>Il nostro nero”, vedi sotto).</em></p>
<p>Perché, in fondo, la voce prosastica eppure ritmata di Giovanni racconta un mondo in cui immaginazione e realtà non si distinguono, o più semplicemente si fondono, donando al lettore una emozione a doppio senso: da un lato il gusto amaro del reale che costringe e opprime; dall’altro il gusto dolce dell’invenzione poetica che racconta, regala, nasconde con una parzialità che conduce alla curiosità.</p>
<p>In qualche modo l’autore conduce il lettore ad essere artista, e dunque a non fermarsi all’immanente della carta. Peli ci induce piuttosto a cercare di immaginare, con la nostra propria sensibilità e la nostra propria intuizione artistica (forse spesso impolverata dalle stesse costrizioni da lui additate in poesia) le storie che si specchiano su un&#8217;unica faccia di un prisma ben più grande e sconosciuto, che ci trascina come vortice in una sfrenata ricerca degli altri ignoti volti.</p>
<p>In qualche modo l’autore si fa, anche in poesia, musicista, pifferaio magico che tenta di scacciare i topi della realtà opprimente (eppure oggetto solido di indagine poetica) e trascinare con note curiose il bimbo dell’immaginazione nascosto in ognuno di noi.</p>
<p>F.V.</p>
<p><strong>Eravamo forse solo nell’ 86</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La prima magia era quella del sole,</p>
<p>tutti i giorni c’era il sole e il profumo di cose buone da mangiare.</p>
<p>Tutti i giorni la casa della nonna a un quarto all’una</p>
<p>era un altro paradiso di sole,</p>
<p>perché era piccola piccola e c’era una grossa poltrona</p>
<p>dietro alla quale è sempre bello nascondersi.</p>
<p>Era piccolo quell’appartamento ma era al quinto piano</p>
<p>e anche da soli si poteva giocare a stare sul balcone</p>
<p>a farsi venire le vertigini e i superpoteri</p>
<p>o a vedere da una finestra, come delle spie,</p>
<p>dentro a quegli angoli</p>
<p>che erano sempre invisibili da giù.</p>
<p><strong>Omaggio a Pagliarani</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La macchina fotografica la voleva regalare proprio a lei,</p>
<p>la giovane sua nuova segretaria, che poi avrebbe capito,</p>
<p>che qualcosa in cambio era giusto darlo, e lui, il capo, proprio se l’aspettava.</p>
<p>L’impiego era bello,</p>
<p>l’ufficio in una via così vecchia e accogliente,</p>
<p>vicino a certi palazzi vecchi con dentro il giardino,</p>
<p>che belle le ville dei signori e il capo quel furbo,</p>
<p>mandava sempre Franco a fare le commissioni</p>
<p>e cominciava a parlare di quanti soldi aveva,</p>
<p>di come gli affari stavano andando bene,</p>
<p>di come era contento di avere in ufficio due aiutanti bravi e giovani,</p>
<p>e belli come lei, e anche come Franco, che era un bravo giovane.</p>
<p>Tutto lei con quel viso avrebbe poi ottenuto</p>
<p>e un vuoto per tutta la vita</p>
<p>e giochi senza regole, apatia.</p>
<p>E noi</p>
<p>col sonnifero e tanti rimandi letterari</p>
<p>cose vere non nostre.</p>
<p><strong>Avvitare e stringere</strong></p>
<p>Lo sguardo di uno che non credeva</p>
<p>per niente a quello che stava facendo: era tutta</p>
<p>una questione di oliare, avvitare e stringere,</p>
<p>guardare le cose piccole dentro gli ingranaggi.</p>
<p>Era solo questione di farsi venire il mal di schiena</p>
<p>stando 12 ore al giorno in piedi. Tutta la sua vita.</p>
<p>E tutto il giorno il sorriso di sua moglie,</p>
<p>registrato e finito in un cassetto del cervello da tirare</p>
<p>un sorriso di chissà quando o mai stato:</p>
<p>anche lei sfinita tutte le sere e i suoi turni,</p>
<p>e tutto il giorno le voci inspiegabili</p>
<p>dei due bambini angeli brividi</p>
<p>che vorrebbero dire di no</p>
<p>e non lo fanno.</p>
<p><strong>Il nostro nero</strong></p>
<p>La bisnonna delle carte</p>
<p>“Prét co-la capèla</p>
<p>nutìsia bèla”</p>
<p>e poi sulle sue ginocchia</p>
<p>“Co-le braghe rotte</p>
<p>col capèl de pàja&#8230;</p>
<p>avanti canàja!” fingendomi di farmi cadere</p>
<p>e io tanto lo desideravo</p>
<p>come mio papà invece a cadere veramente</p>
<p>nei suoi fantasmi zitti</p>
<p>perché da giovane era uguale uguale a me</p>
<p>solo gli occhi più neri del nero</p>
<p>e l’odore di officina dentro</p>
<p>e mai mai nomi per le stelle</p>
<p>solo confondere col suo nero la sua notte.</p>
<p><strong>Fragile e bianca</strong></p>
<p>Ti ho seguita lungo paradisi</p>
<p>corrimani, code di gente.</p>
<p>Era la nostra campagna</p>
<p>alla fine del giorno erano</p>
<p>soli mai stati un continuo scoprirsi.</p>
<p>Io perduta la prima madre</p>
<p>crescevo in un continuo futuro</p>
<p>immaginando&#8230;</p>
<p>ho reso il mio cuore</p>
<p>duttile e</p>
<p>l’impazienza</p>
<p>folle di cuore e derisa si è buttata a sporcare e sporcarsi.</p>
<p>Tu bianca tu fragile tu parli</p>
<p>adesso di ombre che ci hanno</p>
<p>sempre accompagnato.</p>
<p>Per anni ho taciuto</p>
<p>ed ora senza noi la verità la nego,</p>
<p>ora nell’inganno passo il tempo</p>
<p>con altra luce non richiesta</p>
<p>a coprire quell’ombra.</p>
<p><strong>Caterina e il futuro</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>I bambini che sento dal telefono</p>
<p>possono impacchettarmi</p>
<p>me con i miei anniversari</p>
<p>segnarmi sull’agenda</p>
<p>ogni cosa.</p>
<p>Caterina per esempio</p>
<p>legge le mani al contrario</p>
<p>se te le sei rovinate troppo</p>
<p>dentro</p>
<p>stringendo il tempo</p>
<p>finché hai potuto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/421/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=421&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/03/10/giovanni-peli-selezione-inedita-dalla-raccolta-il-passato-che-non-resta-ed-altre-poesie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/c0693691726dbb1d11a37db22f3ba2b8?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">federicavolpe</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/03/giovannipeli.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">giovannipeli</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Marco Pivato &#8211; &#8220;A poca voce&#8221;</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/15/marco-pivato-a-poca-voce/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/15/marco-pivato-a-poca-voce/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 09:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaruo</dc:creator>
				<category><![CDATA[1.Poeti]]></category>
		<category><![CDATA[Opere prime]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=406</guid>
		<description><![CDATA[Basta sfogliare le recensioni, note critiche, pareri apparsi nel web che salutano con favore l’opera prima di poesia di Marco Pivato (classe 1980), di formazione chimico farmaceutico, per farsi un’idea chiara e precisa, ricostruire una mappatura certa della poetica di questo giovane autore. Quand’è così è sempre difficile essere quella che viene dopo, una che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=406&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/copertina053.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-412" title="Copertina053" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/copertina053.jpg?w=535" alt=""   /></a></p>
<p>Basta sfogliare le recensioni, note critiche, pareri apparsi nel web che salutano con favore l’opera prima di poesia di Marco Pivato (classe 1980), di formazione chimico farmaceutico, per farsi un’idea chiara e precisa, ricostruire una mappatura certa della poetica di questo giovane autore. Quand’è così è sempre difficile essere quella che viene dopo, una che viene a raccontarci dell’altro. Altro da aggiungere? No, certamente. Dichiaro sin d’ora che non è questo il risultato cui tendo, quanto quello di diffondere una parola che va diffusa, discutere circa un’idea della poesia che va discussa. Mi spinge una necessità, dunque. Un dovere laddove esiste, senza dubbio, un merito. Le poesie di Marco, tratte dal libro “A poca voce” (Manni, 2008) sono una “riflessione scientifica” sull’amore che merita attenzione, una ricerca condotta con gli strumenti della parola poetica. Anzi, scienza e poesia sono due azioni strettamente connesse. Entrambe spingono verso la conoscenza del mondo, delle sue dinamiche. Lo stesso Marco in una bella intervista rilasciata ad Ennio Cavalli per Rai Radio1 dice che “<em>la scienza, piuttosto che a farla, sono più bravo a raccontarla</em>”. Cos’è che può essere raccontato a poca voce? Si può dire dell’amore con poca voce? Sembra di sì, se la botanica del sentimento basta a se stessa e scoppia di vita e di presenza perché così arriva, come una scoperta. E noi ne siamo vettori, a volte inconsapevoli, a volte partecipanti. Pivato, però, fa un salto in più: ne è osservatore interno ed esterno, non si tira indietro al momento della verifica, della dimostrazione della teoria. Non è solo un teorico ma esercita un empirismo amoroso; è un instancabile ricercatore eppure umile, col radar sempre all’erta e, forse, la sanissima paura di fallire (ora per favore, / reggi per me / la mia paura.). Questo è certo. Bene dice Zavoli nella sua prefazione: “[…] <em>la ricerca e la conoscenza, la percezione e il sentimento di quello stato regale e del suo indefettibile dominio; e qui mi preme non lasciar prevalere l’idea che si tratti di un “canzoniere” dedicato non tanto all’amore, quanto a una alchimistica, combinatoria, innamorante felicità dell’animo e del corpo</em>.” Ma anche lo stesso Marco, in una sua nota, specifica: “<em>E questo è l&#8217;elemento comune a scienza e poesia: l&#8217;uso delle immagini. La scienza con la teoria, e la poesia con la retorica, tracciano immagini del mondo e dei suoi fenomeni. Nella volontà, più o meno conscia, di scienziati e poeti, c&#8217;è il desiderio comune di riprodurre il mondo, c&#8217;è la fantasia di ricostruirlo per renderlo presentabile, accettabile e comprensibile. Contemporaneamente dal punto di vista logico e dal punto di vista emotivo</em>.” Penetrare, col corpo tutto, all’interno del poema della natura e riportalo chiaro e irriducibile all’occhio del lettore pare sia il movimento reale di Pivato, quello che si coglie forte e vivido leggendo i versi, travalicando, a volte, persino le dichiarazioni di poetica più su riportate: “È tarda primavera, / dormi con me su questo letto / di colza e di ginestre gialle.”; “Dimmi, / dov’è che sta la vita nelle persone? / Dov’è che fa radici? […] Sta nel riso? Nel chicco d’uva? / Dove sta? / Sta nel tuo smalto? / Nelle dita sottilissime?”. E a volte una risposta arriva come giunge una scoperta inaspettata, mentre si segue un percorso di metodo e rigore, di laboratorio, di chimica e formule. Ed è come per quegli eventi che accadono e che lo scienziato ripercorre in lungo e in largo per poter dare un senso, non riuscendo, però, neppure a fare a meno di riconsegnare loro quel poco di mistero che tutto intero non afferra: “Ti troverò ancora appollaiata come un angelo / sui ramuccoli sottili come le falangi […]”</p>
<p style="text-align:right;"><em>anna ruotolo</em></p>
<h3 style="text-align:center;"><strong>***</strong></h3>
<h3 style="text-align:center;"></h3>
<p><strong>V)</strong></p>
<p><strong>È tarda primavera,</strong><br />
<strong>dormi con me su questo letto</strong><br />
<strong>di colza e di ginestre gialle.</strong><br />
<strong>Siedi, e poi stenditi</strong><br />
<strong>sulla cima, qui con me,</strong><br />
<strong>all’eremo più alto del Montefeltro.</strong><br />
<strong>Il tuo amore era un’amarena;</strong><br />
<strong>ricordi il suo liquore?</strong><br />
<strong>Quando si versa fa gli archetti nel bicchiere.</strong><br />
<strong>Denso, viscoso il verso</strong><br />
<strong>che fa uscendo dalle gambe</strong><br />
<strong>era morbido, vino di visciole:</strong><br />
<strong>con la nostalgia dello zucchero</strong><br />
<strong>e dell’aspro a cui s’ispira.</strong><br />
<strong>Tu dicesti,</strong><br />
<strong>chissà se intendi ferire i miei fianchi</strong><br />
<strong>senza torcere il cuore,</strong><br />
<strong>o stringerli tutti e due prima solo con le parole.</strong><br />
<strong>Poi con la pelle, il petto, le smorfie delle labbra,</strong><br />
<strong>tenendo gli occhi chiusi</strong><br />
<strong>per vedere meglio cosa mi farai dentro.</strong></p>
<p><strong>VII)</strong></p>
<p><strong>Nella zuccherosa notte di aprile,</strong><br />
<strong>a tempo col fiato delle foglie;</strong><br />
<strong>sui fianchi tuoi,</strong><br />
<strong>in assolo col miele dei tigli:</strong><br />
<strong>non ci siamo mai baciati.</strong><br />
<strong>Le parole erano petali,</strong><br />
<strong>verdi schiume e polline secco.</strong><br />
<strong>Il tempo voleva fare l’estate,</strong><br />
<strong>la potenza del nostro incontro distendersi</strong><br />
<strong>come la linfa delle gemme nelle vitamine dei frutti.</strong><br />
<strong>Le nostre confessioni, invece,</strong><br />
<strong>tiravano tardi a germogliare</strong><br />
<strong>le sillabe di marzo.</strong><br />
<strong>Mai ci siamo detti che ci amiamo.</strong><br />
<strong>Primavera s’allungava in una scia e trovava libertà;</strong><br />
<strong>noi vendevamo acerbi i nostri cuori</strong><br />
<strong>soltanto a piccoli sguardi.</strong></p>
<p><strong>IX)</strong></p>
<p><strong>Lasciaci stare;</strong><br />
<strong>se ti amerò per sempre non posso conoscerlo,</strong><br />
<strong>se mi sposerai per sempre tu non sai,</strong><br />
<strong>se per questo,</strong><br />
<strong>avrai abbastanza domeniche,</strong><br />
<strong>sufficienti primavere.</strong><br />
<strong>Mentre aspetterò senza guardarle,</strong><br />
<strong>sarà piacevole la mia contraddizione:</strong><br />
<strong>non reggere all’idea</strong><br />
<strong>che se ti toccherò le gambe</strong><br />
<strong>non sarò più di nessun’altra.</strong><br />
<strong>Mentre decideremo di avvicinarci,</strong><br />
<strong>le mie mani non sapranno,</strong><br />
<strong>quale legge le farà cadere sulle guance,</strong><br />
<strong>piuttosto che ovunque.</strong><br />
<strong>Ci ameremo,</strong><br />
<strong>senza essere,</strong><br />
<strong>tu ed io,</strong><br />
<strong>arbitrariamente liberi</strong><br />
<strong>di evitarne la paura,</strong><br />
<strong>la scelta</strong><br />
<strong>di non farlo accadere.</strong></p>
<p><strong>X)</strong></p>
<p><strong>Tienimi la mano,</strong><br />
<strong>la tua mano fantasma in inverno.</strong><br />
<strong>Io ti prego,</strong><br />
<strong>mentre di spalle</strong><br />
<strong>l’estate mi spinge</strong><br />
<strong>al bagno più tremendo.</strong><br />
<strong>Ora che il tuo corpo è morto</strong><br />
<strong>mi chiedo dove stavi prima.</strong><br />
<strong>Dimmi,</strong><br />
<strong>dov’è che sta la vita nelle persone?</strong><br />
<strong>Dov’è che fa radici?</strong><br />
<strong>Quale distretto delle membra morde alla gente</strong><br />
<strong>per resistere aggrappata tanti anni di passioni?</strong><br />
<strong>Che sia nel cuore?</strong><br />
<strong>O nelle ossa?</strong><br />
<strong>Tu la tenevi nella gonna</strong><br />
<strong>che ora ha perso il tuo odore e le tue molecole.</strong><br />
<strong>Sta nel riso? Nel chicco d’uva?</strong><br />
<strong>Dove sta?</strong><br />
<strong>Sta nel tuo smalto?</strong><br />
<strong>Nelle dita sottilissime?</strong><br />
<strong>Io ricordo:</strong><br />
<strong>semplicemente,</strong><br />
<strong>stava in quella graziosità,</strong><br />
<strong>quella tua di portare dei fiori sulla camicia.</strong></p>
<p><strong>XI)</strong></p>
<p><strong>Lasciami soltanto, se vuoi,</strong><br />
<strong>lo spicchio di Luna</strong><br />
<strong>del tuo piccolo sorriso.</strong><br />
<strong>Lasciami</strong><br />
<strong>il tuo spicchio di Luna,</strong><br />
<strong>che meritava sempre il perdono</strong><br />
<strong>quando mi tagliava con le falci,</strong><br />
<strong>bianche e rotonde.</strong><br />
<strong>In cambio</strong><br />
<strong>ti regalo le mie mani</strong><br />
<strong>con l’inganno di donartele,</strong><br />
<strong>senza dirti che i tuoi fianchi</strong><br />
<strong>non m’hanno mai permesso</strong><br />
<strong>di ritrarle.</strong><br />
<strong>Mi tengo uno spicchio</strong><br />
<strong>del tuo sorriso lunare;</strong><br />
<strong>lo prendo da quella sera che eravamo al mare</strong><br />
<strong>quando mi dicesti:</strong><br />
<strong>con la sabbia faremo un castello</strong><br />
<strong>e vivremo per sempre lì.</strong><br />
<strong>Quella volta io risposi</strong><br />
<strong>sì,</strong><br />
<strong>anch’io ti ho scelta:</strong><br />
<strong>ora per favore,</strong><br />
<strong>reggi per me</strong><br />
<strong>la mia paura.</strong></p>
<p><strong>XIV)</strong></p>
<p><strong>Ti attendo Novembre,</strong><br />
<strong>nel ferro freddo dello scorrimano</strong><br />
<strong>che scende in cantina</strong><br />
<strong>dove c’è vino forte per la sera,</strong><br />
<strong>che scende in giardino</strong><br />
<strong>dove l’incuria di un Sole canuto</strong><br />
<strong>ti sparge in migliaia di aghi.</strong><br />
<strong>Ti aspetto strutta sui cadaveri di marzo:</strong><br />
<strong>non ti si vede mai con gli occhi;</strong><br />
<strong>è l’olfatto a precederti senza appuntamento:</strong><br />
<strong>sei l’odore delle foglie,</strong><br />
<strong>dopo la pioggia, nella fossa dell’autunno.</strong><br />
<strong>Ti troverò ancora appollaiata come un angelo</strong><br />
<strong>sui ramuccoli sottili come le falangi:</strong><br />
<strong>nelle ombre degli alberi</strong><br />
<strong>che infilzano il muro della casa,</strong><br />
<strong>quelle che scompaiono alle cinque del pomeriggio</strong><br />
<strong>non appena che la Luna le ha crocifisse sull’asfalto.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_407" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/marco_pivato.jpg"><img class="size-medium wp-image-407" title="Marco_Pivato" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/marco_pivato.jpg?w=255&#038;h=300" alt="" width="255" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Pivato</p></div>
<h5 style="text-align:left;">Marco Pivato, di formazione chimico farmaceutico, si è specializzato in giornalismo scientifico alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste. Attualmente è redattore presso il gruppo del Quotidiano Nazionale. È membro della Società italiana di tossicologia (Sitox), dell’Unione giornalisti italiani scientifici (Ugis) e dell’Associazione stampa medica italiana (Asmi). Si occupa del rapporto tra scienza e società e in quest&#8217;ottica ha pubblicato &#8220;A poca voce&#8221; (Manni 2008), poemetto dedicato ai luoghi poetici della scienza con prefazione di Sergio Zavoli e un breve saggio sul rapporto tra scienza e poesia. Ha inoltre recentemente pubblicato &#8220;Il miracolo scippato&#8221; (Donzelli 2011). &#8220;Valmarecchia misteriosa&#8221; (Capitani editore, 2011), una guida in poesia, un cantico sulla natura di una delle più belle valli d&#8217;Italia, con prefazione di Sergio Zavoli, è in corso di pubblicazione.</h5>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/406/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=406&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/15/marco-pivato-a-poca-voce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/0ee3474a5abce8ff879e7da8200a6a87?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">annaruo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/copertina053.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Copertina053</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/marco_pivato.jpg?w=255" medium="image">
			<media:title type="html">Marco_Pivato</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Terra di fuoco &#8211; una poesia di Arturo Montieri</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/09/terra-di-fuoco-una-poesia-di-arturo-montieri/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/09/terra-di-fuoco-una-poesia-di-arturo-montieri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 10:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maredinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=392</guid>
		<description><![CDATA[        La mia terra è terra che al mattino segue l&#8217;alba e la sera torna nel ricordo. Profuma di piccole mele acerbe cotte al sole e di mare che non piange sale. La mia terra è un grido che passa sui giornali come allarme per un giorno. È infinita - un cielo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=392&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <br />
 </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/terra_di_fuoco.jpg"><img class="size-medium wp-image-393 aligncenter" title="terra_di_fuoco" src="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/terra_di_fuoco.jpg?w=199&#038;h=300" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p>La mia terra è terra<br />
che al mattino segue l&#8217;alba<br />
e la sera torna nel ricordo.<br />
Profuma di piccole mele acerbe cotte al sole<br />
e di mare che non piange sale.<br />
La mia terra è un grido che passa sui giornali<br />
come allarme per un giorno.<br />
È infinita -<br />
un cielo che non conosce toni grigi.<br />
È terra che inghiotte il fuoco<br />
dentro e fuori dalle bande.</p>
<p>Arturo Montieri nasce ad Aversa (CE) il 12/12/1975. Vive a Roma. La<br />
prima raccolta di poesie esce nel 1998 con il titolo &#8220;L&#8217;Incompleto&#8221;<br />
(Ed. Libroitaliano). Altre sue poesie compaiono in diverse raccolte.<br />
Attualmente scrive haiku, aforismi e poesie brevi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/392/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=392&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/09/terra-di-fuoco-una-poesia-di-arturo-montieri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3b5eaaa213d673d4b66f113004c6e059?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">maredinotte</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://giovinastridikolibris.files.wordpress.com/2011/02/terra_di_fuoco.jpg?w=199" medium="image">
			<media:title type="html">terra_di_fuoco</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Premio internazionale di poesia “Piero Alinari”</title>
		<link>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/09/premio-internazionale-di-poesia-%e2%80%9cpiero-alinari%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/09/premio-internazionale-di-poesia-%e2%80%9cpiero-alinari%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 10:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maredinotte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi letterari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giovinastridikolibris.wordpress.com/?p=384</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; Bando della II Edizione 2011 Scadenza: 29 Aprile 2011 REGOLE GENERALI Ø Il concorso è diviso in due sezioni: 1. sezione &#8220;Raccolta inedita&#8221;, aperto a tutti 2. sezione &#8220;Poesia inedita&#8221;, riservato a giovani fino ai 30 anni di età. &#160; Ø La partecipazione è gratuita. &#160; Il tema è libero, ma con un&#8217;apertura [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=384&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bando della II Edizione 2011 </strong></p>
<p><strong>Scadenza: 29 Aprile 2011</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>REGOLE GENERALI</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Ø      Il concorso è diviso in due sezioni:</p>
<p>1. sezione &#8220;Raccolta inedita&#8221;, aperto a tutti</p>
<p>2. sezione &#8220;Poesia inedita&#8221;, riservato a giovani fino ai 30 anni di età.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ø      La partecipazione è gratuita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tema è libero, ma con un&#8217;apertura e una tematica internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL BANDO</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>1.</strong> La Fondazione Vittorio e Piero Alinari, in collaborazione con la Cattedra &#8220;Giuseppe Ungaretti&#8221; della Columbia University di New York e la rivista internazionale di poesia «Italian Poetry Review», bandisce per l&#8217;anno 2011 un concorso di poesia</p>
<p>con testi in lingua italiana, a tema libero, ma con un&#8217;apertura e una tematica internazionali.</p>
<p>Non saranno presi in considerazione i testi privi di tale carattere internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il concorso è composto da due sezioni:</p>
<p>1. sezione &#8220;Raccolta inedita&#8221;;</p>
<p>2. sezione &#8220;Poesia inedita&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2.</strong> Le opere per la sezione<strong> &#8220;Raccolta inedita&#8221;</strong> dovranno essere inedite (fino al giorno della cerimonia di consegna) e non premiate in altri concorsi letterari, pena l&#8217;esclusione dal Premio.</p>
<p>Ogni autore potrà inviare una raccolta composta al massimo da n. 50 poesie. Le opere dovranno essere presentate su supporto cartaceo (con le pagine numerate) e in formato elettronico (.doc, .rtf).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. </strong>La sezione <strong>&#8220;Poesia inedita&#8221;</strong> è dedicata a giovani autori (meno di 30 anni). Le opere dovranno essere inedite (fino al giorno della cerimonia di consegna) e non premiate in altri concorsi letterari, pena l&#8217;esclusione dal Premio. Ogni autore potrà inviare fino a tre poesie inedite (in versi liberi o in forme metriche regolari) non eccedenti i 100 versi complessivi. Le opere dovranno essere presentate su supporto cartaceo e in formato elettronico (.doc, .rtf).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4. </strong>Il premio della sezione &#8220;Raccolta inedita&#8221; ammonta a euro 500,00 e l&#8217;opera vincitrice sarà pubblicata nella collana di poesia e traduzioni &#8220;Ungarettiana&#8221;, diretta da Paolo Valesio e Alessandro Polcri presso la Società Editrice Fiorentina. Il premio della sezione &#8220;Poesia inedita&#8221; ammonta a euro 150,00 e l&#8217;opera vincitrice sarà pubblicata nella rivista «Italian Poetry Review».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5.</strong> La Commissione giudicatrice è composta da:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alfredo De Palchi</p>
<p>Simone Magherini</p>
<p>Luigi Fatichi</p>
<p>Alessandro Polcri</p>
<p>Andrea Ulivi</p>
<p>Paolo Valesio (Presidente)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>6.</strong> Le opere dei concorrenti dovranno pervenire presso la sede della Fondazione entro il 29 aprile 2011. La copia cartacea, assieme a una scheda con le generalità, una breve nota biografica e il recapito dell&#8217;autore, all&#8217;indirizzo della Fondazione; quella su supporto informatico (formato .doc, .rtf), al seguente indirizzo e-mail: premioalinari2011@fondazionealinari.it. Le spese di spedizione sono a carico del concorrente. La Fondazione è esonerata da qualsiasi responsabilità in caso di ritardi, disguidi e mancato arrivo delle opere. La partecipazione al Premio è gratuita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>7.</strong> Il giudizio della Commissione è insindacabile e non vengono compilate graduatorie di merito; non si prevede l&#8217;assegnazione di un premio ex-aequo. La Commissione si riserva la facoltà di non assegnare il premio, ma potrà conferire menzioni speciali per lavori che si distingueranno e che saranno pubblicati sulla rivista «Italian Poetry Review» 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>8.</strong> Le opere inviate non verranno restituite, ma rimarranno disponibili presso l&#8217;Archivio Storico della Fondazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>9.</strong> I diritti delle opere vincitrici restano a tutti gli effetti di completa ed esclusiva proprietà dell&#8217;autore che rinuncia alla percentuale sulle vendite della prima edizione dell&#8217;opera premiata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>10. </strong>Qualsiasi obbligo legale inerente ai diritti d&#8217;autore sarà di esclusiva responsabilità dell&#8217;autore dell&#8217;opera presentata.</p>
<p>L&#8217;autore è responsabile unico per l&#8217;utilizzazione non autorizzata nel suo lavoro di idee e testi. La Fondazione è pertanto sollevata da ogni responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>11.</strong> La comunicazione del vincitore avverrà entro il 30 luglio 2011 tramite lettera e successiva pubblicazione sul sito della Fondazione (www.fondazionealinari.it) e su quello di «Italian Poetry Review» (www.italianpoetryreview.net); la cerimonia di premiazione entro dicembre 2011.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovinastridikolibris.wordpress.com/384/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovinastridikolibris.wordpress.com&amp;blog=16521084&amp;post=384&amp;subd=giovinastridikolibris&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2011/02/09/premio-internazionale-di-poesia-%e2%80%9cpiero-alinari%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3b5eaaa213d673d4b66f113004c6e059?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">maredinotte</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
